Botti di Capodanno, come far sentire al sicuro i nostri animali

Ci avviciniamo alla fine di questo anno impegnativo e vogliamo salutarlo definitivamente; il modo migliore per farlo è quello di prenderci cura uno dell’altro e di rispettare le regole che servono per proteggere molto spesso gli individui più fragili. In questo senso è stato introdotto l’articolo 30-Bis del Regolamento di Polizia Urbana relativo al “Divieto di utilizzo materiali esplodenti e pirotecnici” che afferma: «In caso di mancato rispetto, la sanzione, prevista dall’art. 67 del Regolamento, è pari a 200 Euro».

Nonostante il provvedimento esista da qualche anno e ultimamente sia stato rafforzato nelle limitazioni, purtroppo c’è chi continua a far esplodere petardi, botti, fuochi artificiali, creando un vero e proprio inquinamento acustico che genera un malessere psicofisico sia negli animali che nelle persone, in particolare nei bimbi, nelle persone con disabilità e/o anziane. La paura reca negli animali sia domestici che selvatici un forte stato di agitazione, nei soggetti più fragili, come gli animali anziani, può addirittura portare alla morte; in altri, la paura resta un ricordo talmente forte che si entra in uno stato di preoccupazione anche durante un temporale.

Con alcuni accorgimenti, possiamo aiutare gli animali a sentirsi al sicuro. Durante la sera del Capodanno, anticipiamo l’ultima passeggiata per i bisogni del cane che deve sempre essere al guinzaglio; evitiamo le aree cani, poiché non è facile recuperare un cane impaurito, a seguito di uno scoppio di un petardo. Non lasciamo gli animali sul balcone o nel giardino: possono fuggire e perdersi, o possono morire investiti provocando anche incidenti stradali. In casa chiudiamo le finestre, abbassiamo le serrande, chiudiamo gli scuri, ciò aiuterà a smorzare il frastuono dei botti e contemporaneamente aumentiamo il volume della tv o della radio per sovrastarne il rumore. Non tentiamo di allontanare l’animale dal riparo che lui ritiene sicuro, restiamo vicino per rassicurarlo, ma non in modo eccessivo: manteniamo un atteggiamento sereno e tranquillo.

Spesso, anche se involontariamente, trasmettiamo agli animali le nostre emozioni, quindi evitiamo gli atteggiamenti pietistici, angoscianti e soprattutto non sgridiamo l’animale se non vuole stare dove decidiamo noi. Se il cane è d’accordo e non è particolarmente agitato, si può invitare al gioco; questo lo distrarrà da una situazione poco piacevole: si può offrire un Kong ripieno di premietti deliziosi od organizzare una piccola ricerca olfattiva in casa. Il gatto preferisce rifugiarsi, per cui lasciamo le ante degli armadi aperte o mettiamo a disposizione un cuscino sotto al letto o una scatola dove possa sentirsi al sicuro, soprattutto non forziamo il contatto fisico: un gatto in preda alla paura è totalmente fuori controllo.

Ricordiamoci che l’udito degli animali è molto più sviluppato di quello umano, ciò gli permette di sentire frequenze molto più alte delle nostre e di percepire suoni che sono molto lontani. Se riusciremo a rispettare queste regole, ne trarrà giovamento anche la serenità del nostro animale di riflesso anche la nostra.

Buon Capodanno a tutti!

Segnali calmanti, quando il cane mostra il suo sentirsi a disagio

La cinofila Turid Rugaas circa trent’anni fa, osservando attentamente il suo gruppo sociale di cani, si rese conto che fra loro i cani comunicavano attraverso espressioni facciali e posture del corpo. Questa comunicazione era atta ad evitare i possibili conflitti che potevano nascere nel gruppo e a calmare il cane stesso. La Rugaas elencò quasi una trentina di segnali che chiamò “Segnali Calmanti“.

Molto spesso capita di vedere il cane fare una “curva” quando incrocia un altro cane, o annusare per terra; sono segnali calmanti abbastanza evidenti, il cane sta semplicemente comunicando all’altro individuo: “Amico, vengo in pace”.

Altro segnale calmante molto evidente è lo sbadiglio, segnale che usa specialmente il cucciolo quando è disturbato; molti pensano che abbia sonno, ma spesso il cucciolo che è oggetto di frequenti manipolazioni, carezze, gridolini, selfie con i vari componenti della famiglia, sbadiglia proprio per calmarsi. Cosa fare in questi casi? Smettere di accarezzarlo, di emettere suoni forti e lasciarlo tranquillo.

Quanto è importante comprendere la comunicazione? Vi è mai capitato che un amico abbia travisato le vostre parole o quando parlate non vi ascolta? Come vi siete sentiti? Incompresi, tristi, arrabbiati, soli? Questo è ciò che possono provare i cani, quando ci comunicano un loro stato emotivo e noi non siamo in grado di comprenderlo: non capire la comunicazione lede la fiducia nell’altro, e questo determina una bassa qualità della relazione

Capire il linguaggio del cane inoltre, ci permette di proteggere lui e gli altri individui. Pensiamo ai bambini che amano giocare con il cane, e “giocare” per loro a volte vuole dire anche mettergli le mani in faccia, cavalcarlo, tirargli le orecchie o la coda, gridargli contro. I cani sopportano ma non gradiscono queste “attenzioni” e lo manifestano tramite una serie di espressioni facciali e posture per calmarsi ed esprimere il disagio; l’ultima reazione potrebbe essere il morso.

A seguito di un’aggressione ad un bimbo, si sente dire: «È sempre stato un cane buonissimo, è così affezionato ai bimbi, sarà impazzito!». Il cane non è impazzito. Semplicemente, l’adulto che doveva vigilare e proteggere sia il bambino sia il cane, non si è preoccupato di conoscere il linguaggio canino; l’adulto ha dato per scontato che ciò che stava subendo il cane non provocasse in lui uno stato di malessere e, soprattutto, ha avuto la presunzione di conoscere benissimo il suo cane.

Rispettiamo i cani al di là della stazza, dell’età e dell’indole: un cane piccolo del peso di una nocciolina non deve subire pressioni da parte dei bambini solo perché lo riteniamo innocuo; i cuccioli che hanno bisogno di più fasi di riposo non devono essere continuamente stimolati.

La comunicazione dei cani è in buona parte non verbale, a differenza di quella umana che predilige la parola. Comprendere un nuovo modo di comunicare, che ci avvicina al cane, ci permette di ottenere un dialogo più semplice e fluido a beneficio di entrambi.

ANIMALI E COVID-19

L’emergenza Corona Virus ha prodotto una serie di informazioni che circolano in rete, soprattutto in ambito animali domestici, alcune esatte ed altre assolutamente errate. Per questo motivo abbiamo contattato la Veterinaria Dottoressa Cristina Squaranti, per fornirci indicazioni corrette sulle pratiche di igiene per tutti coloro che condividono la vita con i cani.La Dottoressa Squaranti tiene subito a precisare che non ci sono valenze scientifiche che indicano  i cani come  veicolanti del Virus Covid-19:”E’ più probabile essere infettati dal virus in fila al supermercato, non attenendosi alle misure di distanza obbligatorie, che convivendo con il proprio cane”.Innanzitutto è bene precisare che è assolutamente vietato lavare le zampe con varechina, alcool o altro detergente chimico i quali possono provocare gravissimi danni sia ai cuscinetti o peggio ancora se ingeriti tramite leccamento.
Chiediamo alla Dottoressa Squaranti come gestire correttamente la pulizia delle zampe al rientro dalla passeggiata.”E’ bene lavare le zampe dei cani con acqua tiepida e del sapone (meglio se di Marsiglia perché più naturale), così come consigliato anche dal Ministero della Salute, sciacquare bene e tamponare con un asciugamano (ricordando di lavarlo a 60°). E’ importante non lasciare mai le zampe bagnate, soprattutto per i cani a pelo lungo e a riguardo si consiglia l’uso del phon, ad una temperatura tiepida, mai troppo calda, per non scottare i cuscinetti delle zampe. Ricordiamoci a fine lavaggio di premiare l’infinita pazienza dei nostri cani con qualche leccornia!”Considerando che in questo periodo come noi umani anche i cani si muovono pochissimo è opportuno dover modulare le quantità di cibo, “ma attenzione” spiega la Dottoressa Squaranti, “è necessario contattare il proprio veterinario per stabilire insieme le nuove quantità; ogni cane ha esigenze diverse, un cucciolo ha un fabbisogno alimentare diverso rispetto ad un cane con patologie, o ad una cagna gravida o in allattamento, per cui è fondamentale non improvvisarsi nutrizionisti e valutare con il proprio veterinario il nuovo regime alimentare per il cane.”Di particolare rilievo è lo stato d’animo del nostro cane: l’immobilità prolungata e la noia che ne deriva possono renderlo triste ed irritabile, per cui organizziamo delle attività in casa, sia fisiche che mentali (alcune utili idee sono presenti nell’articolo precedente del 10 marzo 2020) .Di conseguenza il periodo di isolamento diventerà meno pesante ed il nostro cane sarà più sereno.Si ricorda che nel sito del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/portale/home.htmlsono contenute tutte le corrette informazioni relative alla prevenzione dal virus Covid-19.

Arriva la stagione calda: iniziamo a proteggere i nostri amici gatti e cani

Nonostante il periodo ci limiti negli spostamenti, non dimentichiamoci che i normali rischi di stagione per i nostri amici a quattro zampe non sono cambiati e con le temperature calde in avvicinamento è importante proteggerli dai parassiti.Il parco pubblico per cani può essere il covo di zecche e pulci, che l’anno scorso hanno costruito il proprio nido ed ora sono pronte ad aprire le danze sui nostri amici. I gatti che hanno la possibilità di uscire sono a rischio di essere punti da zecche e pulci che, oltre ad essere davvero fastidiose, a causa del prurito possono portare a malattie come la Emobartonellosi, patologia che provoca una diminuzione dei globuli rossi.Altro pericolo è rappresentato dalla zanzara tigre, che può trasmettere la filariosi cardiopolmonare, provocando difficoltà respiratorie nell’animale fino alla morte. Questo tipo di zanzara è presente da maggio fino ad ottobre, soprattutto nella zona sud di Verona, Mantova e Rovigo.Solitamente queste zanzare pungono le zone del corpo con meno peli come ascelle, orecchie e naso.Sia i cani che i gatti possono essere soggetti a questa malattia la quale, mentre nel gatto è meno patogena, nel cane può causare conseguenze disastrose.Il consiglio è di contattare sempre il proprio veterinario e stabilire insieme una profilassi adeguata.Altro pericolo per i nostri amici cani è rappresentato dal “pappatacio” (o flebotomo), insetto che si nutre del sangue dell’animale.Tale insetto è presente soprattutto in zone calde umide della fascia mediterranea, ma il continuo e facile spostamento di persone e merci ha allargato la zona endemica, per cui troviamo la sua presenza anche in Veneto come a Treviso, a Vicenza, a Monselice Est ed anche nelle zone di Verona comprendenti in particolare lago di Garda, Valpolicella e Verona Nord, sempre nel periodo che va da maggio all’autunno inoltrato.L’insetto è attivo nelle prime ore del giorno ed al tramonto, per questo è consigliato proteggere i propri cani con i vari prodotti che esistono in commercio, dai collari alle pipette spot-on, fino al vaccino, valutando sempre con il veterinario la soluzione migliore per il nostro cane.Ricordiamo che il cane non è vettore, ma vittima di questa patologia in quanto, se manca l’insetto, il cane colpito da leishmania non può contagiare alcun individuo.Per preservare la salute dei nostri amici, oltre agli antiparassitari prima citati, possiamo adottare alcuni utili accorgimenti quali: installare delle zanzariere alle finestre, non lasciare acqua stagnante nei portavasi, usare dei repellenti per zanzare ed insetti, tenere i cani in casa nelle ore in cui il pappatacio è attivo.”L’insieme di tutte le precauzioni aumenta la sicurezza ed allontana la possibilità di ammalarsi.”

L’articolo è stato scritto con il contributo della Veterinaria Dottoressa Cristina Squaranti.

ARRICCHIMENTO AMBIENTALE PER GATTI

La nostra giornata è piena di attività e di stimoli: il lavoro, la palestra, la lettura, le passeggiate, gli incontri con gli amici.Ma come vivremmo se ad un certo punto le uniche attività a cui possiamo dedicarci si riducessero al mangiare e al dormire? Penso che saremo stufi dopo pochi giorni.Questo vale anche per gli animali, come per esempio per il gatto.
Il gatto nasce con due motivazioni molto forti: quella “predatoria” (rincorrere oggetti in movimento) che è sia innata che appresa durante l’infanzia, attraverso i giochi con gli altri gattini e tramite le esperienze che mamma gatta li porta ad avere; e quella “esplorativa” (osservare/analizzare un oggetto) e in quanto bisogni etologici entrambe le motivazioni devono essere soddisfatte.
Per i gatti che vivono in appartamento, per cui hanno poche occasioni di mettere in atto le motivazioni di cui parlavamo, a cui si può aggiungere un ambiente ipostimolante, la noia e l’apatia a lungo andare possono portare a delle difficoltà comportamentali.
Per evitare che questo accada, si parla di “arricchimento ambientale”, costituito da tutto ciò che provoca benessere psico-fisico nel gatto.Innanzitutto è fondamentale non precludere al gatto la possibilità di poter entrare in tutte le stanze della casa: lo spazio, soprattutto se si abita in appartamento deve essere a disposizione.
Possiamo proporre periodicamente dei giochi nuovi, per creare varietà all’interno della routine del gatto e sollecitare la motivazione esplorativa, magari attraverso un tappo di sughero o un topino di stoffa.Possiamo arricchire la casa con dei tunnel o creare dei “rifugi” o dei “castelli” anche a più piani con delle scatole di cartone.Non dimentichiamo che il gatto ha bisogno anche di stimolazione mentale per cui si consigliano giochi di attivazione mentale come il problem solving, utilizzando per esempio un rotolino di cartone e dei premietti (ricordiamo che le attività di problem solving devono SEMPRE essere adeguate all’età e alle capacità dell’individuo) es: https://youtu.be/WG4uwZt6uGw
Ormai è noto che il gatto vive una vita tridimensionale per cui non arrabbiamoci se lo vediamo saltare sul tavolo o sull’armadio…E’ la sua natura!Come mai un gatto vive una “vita in verticale”?Un punto di vista alto lo protegge da possibili rischi, ed è perfetto per controllare cosa avviene intorno a lui, ricordiamoci che il gatto è anche una preda non soltanto un cacciatore. E’ bene posizionare delle ciotole di cibo e acqua in alto e suggeriamo anche dei cuscini su cui poter schiacciare un sonnellino, tutto questo per far si che il gatto si possa sentire protetto, soprattutto se si condividono gli spazi con altri gatti o cani.Alla serenità del felino, contribuisce anche la posizione della lettiera, che deve essere collocata in luoghi riparati (lontano dal cibo e dall’acqua!), deve essere ben riempita, e nel caso ci fossero due o più gatti conviventi, ricordiamo di mettere una lettiera a testa.
Ma come soddisfare il bisogno di graffiare del gatto, cercando di non dover dire addio al divano nuovo o al comò antico della nonna?
I graffi del gatto sono marcature visive e tramite i cuscinetti delle zampe, il gatto rilascia dei feromoni ossia delle marcature olfattive: che costituiscono una delle forme di comunicazione felina, così come lo strofinare il musetto e il corpo sugli oggetti o altri individui. Non dimentichiamo che il gatto ha bisogno di graffiare anche per poter smussare le unghie. Per i motivi sopra descritti è consigliabile mettere a disposizione dei tiragraffi adeguati all’età e all’agilità del gatto, ma anche delle scatole di cartone o dei tappeti in fibra naturale. Eviteremo, così, che rivolga le sue attenzioni al famoso comò antico della nonna!
Ora non ci resta altro che divertirci insieme al nostro gatto!

Come sempre osservare aiuta a comprendere.